Tornare a casa dopo un Viaggio

La Borsa conserva ogni nostro ricordo

testo ideato dalla Dott.ssa Annalisa Martinelli

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“Cos’è il VIAGGIO”
Riflessioni al ritorno da Barcellona

Il Nostro Ritorno
Il viaggio è terminato e siamo ritornate con l’animo carico di bellissime sensazioni.
Barcellona è la città dalle mille emozioni, una metropoli che non ha l’impatto di una capitale, ma l’atmosfera gioiosa di una città marittima animata dai colori delle bizzarre costruzioni architettate da fantasiosi e geniali “personaggi” tra cui il più conosciuto Antoni Gaudì, l’“architetto di Dio”.
Colui che ha lascito come eredità mondiale le sue “creature” fra cui l’immensa, sublime, paradisiaca e di sole emozioni: la Sagrada Familia.
E’ impossibile descriverla a parole, chi l’ha già visitata può comprendere la mia difficoltà, ciò che si vive dentro la Basilica è pura emozione, la sua Maestosità che sembra salire direttamente al cielo, le sue Colonne, che sono alberi che si diramano, le Vetrate che rilasciano internamente fasci di luci colorate e tanto, tanto altro!
La Sagrada la si vive attraverso il cuore, prima ancora della vista, ed è un brivido che vi percorrerà dal momento in cui entrerete e vi rimarrà anche dopo, perché ve la porterete nel cuore per giorni e giorni, come fosse magia!
E’ piacevole camminare per le vie di Barcellona, accompagnate da un clima invitante, contornato dal cordiale sorriso dei suoi abitanti, i Catalani.
Un popolo, sempre cordiale, pronto a sorridere e a far battute, in armonia con i colori del cielo, del mare e delle opere che questa meravigliosa città offre ad ogni angolo.
I Catalani hanno il sorriso negli occhi, dalla persona che si incontra per strada al cameriere che ti accoglie al ristorante e ti fa sentire a casa.
Possiamo dire che abbiamo vissuto cinque giorni con un popolo che rispondeva alla vita con gioia e questo riscalda il cuore.
Non credo che queste persone non abbiano problemi, come tutti noi, avranno i loro drammi quotidiani, le loro difficoltà ma i loro occhi sorridevano, il loro cuore era aperto agli altri, c’era empatia e voglia di dare fiducia alla vita, lo si respirava come si respiravano i colori del grande mercato di frutta, La Boqueria, in cui ci recavamo quando volevamo dissetarci, inebriate dai mille colori che le bancarelle presentavano.
Qualsiasi lavoro stessero facendo, qualsiasi persona incontrassero, vivevano il momento e ne gioivano, assaporandolo.
Dando fiducia alla vita, davano fiducia al loro sorridere, alla voglia di giocare e di coinvolgere empaticamente i tanti turisti che estasiati si fermavano a dialogare con loro o si ristoravano in un ristorante dopo lunghe camminate, con il cuore carico di gioia per le meraviglie visitate.
Non dico che non avessero mai pensieri oscuri ma così facendo, per gran parte della giornata, i loro occhi non conservavano l’ombrosità di chi invece per lunghe ore dona il proprio ossigeno a pensieri oscuri.
Il vecchio detto “gli occhi sono lo specchio dell’anima” è verissimo, poiché gli occhi comunicano ove noi teniamo maggiormente il focus dei nostri pensieri e sono i primi a perdere lucentezza.
Nulla nasce da nulla, è una questione di allenamento, se esercitiamo la nostra mente ad orientarsi su ciò che dona piacere, costruiremo connessioni neuronali che si potenzieranno sempre più, ossigenando pensieri positivi.
In questo modo si scopriranno nuove o vecchie passioni che tenute nascoste, aspettano di poter affiorare.
Imparando a gioire potremo conoscerle, poiché la passione è la vera chiave del nostro successo personale, quella scarica energetica che si sprigiona, dopo che la porta è stata aperta, e che ci spingerà nella giusta direzione per poterci esprimere in chi noi siamo.
Occorrerà mettersi in ascolto, prestando attenzione a cosa si muove internamente, chiedendoci cosa desideriamo, qual è il nostro talento (può essere anche una cosa piccolissima ma che ci caratterizza), e infine, cosa mi sta insegnando questa vita? Qual è la lezione che devo apprendere?
Quando ci sentiamo abbattuti dalle difficoltà che frenano o arrestano momentaneamente il nostro cammino, trasformiamo il momento in una riflessione, poiché ogni “blocco” racchiude una lezione che, se appresa, ci renderà più combattivi creando più velocemente pensieri produttivi.
Ripercorrendo mentalmente tutte quelle situazioni accadute ma mai affrontate, ci accorgeremo che tutte avevano lo stesso denominatore comune: ecco ciò che la vita vuole comunicarci!!
Ognuno di noi ha la sua lezione da imparare e riuscendo a comprenderla riusciremo ad esprimere CHI NOI SIAMO.

Questo testo è stato ideato dalla Dott.ssa Annalisa Martinelli, è gratuito e se ne consente la diffusione per uso personale. E’ vietata la vendita. Chi volesse pubblicarlo sul proprio blog è autorizzato a farlo purché ne citi la fonte: www.animamanoanimamente.it .