La Rosa è il simbolo della nostra creatività rifiorita

testo ideato dalla Dott.ssa Annalisa Martinelli

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Il fiore e il suo significato
I fiori simboleggiano lo sbocciare della nostra interiorità e della nostra vitalità.
La Rosa, che per eccellenza rappresenta la bellezza e l’amore, ci immerge nel suo profumo e ci riconduce al chiarore di una giornata di primavera.
Alcune volte l’essere umano entra in stretto contatto con i fiori, creando una relazione fatta di cure amorevoli, attenzioni e dialoghi, come se stesse intrattenendo una relazione con un proprio simile.
Prendersi cura di loro è come prendersi cura di noi.
Dopo i lunghi e “tenebrosi inverni”, vedere il loro rifiorire, durante ogni primavera, ridona la speranza di poterci rinnovare a nuova fioritura, rigenerati nel nostro vigore fisico e mentale.
Così, prendendoci cura di un rosaio, prima di vedere apparire la meravigliosa rosa, affidiamo a lui le nostre emozioni, i nostri segreti con amorevole gentilezza senza nulla pretendere se non un “rispettoso e silenzioso ascolto”.
“I fiori regalano la felicità e curano l’anima” narra il grazioso libro “Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh, che vi consiglio di leggere.

Il fiore sboccia nel momento in cui comprendiamo di essere altro da ciò che ci incatena
Mentre il nostro rosaio dona il suo silenzioso ascolto, noi respiriamo la sua fiducia nel donarsi al mondo, fiducia di essere ciò che deve essere, pronto alla sua funzione come primavera richiede: ecco i boccioli sono pronti e presto sbocceranno in meravigliose rose.
Il rosaio è nato con una funzione ben precisa e non ha nessun dubbio.
In natura ogni elemento sa quale compito deve svolgere ed ognuno è pronto nel momento in cui è chiamato ad eseguirlo.
Solo la natura dell’essere umano, ad un certo momento della propria esistenza, si blocca, si arresta e si confonde, diventando difficile capire quale sia la funzione che debba compiere in questa vita, poiché avendo perduto il contatto con il proprio vero sé, non ricorda di essere arrivato in questo mondo con un’abilità propria ed unica che lo contraddistingue.
Rimettersi in relazione con la natura, e porsi in ascolto del suo “fiorire”, può aiutare a ricontattare quel vecchio sentiero smarrito, nascosto dai tanti condizionamenti imposti dai nostri educatori che, senza volere, o a volte anche con volere, hanno arrestato la nostra creatività, il nostro sapere come “sbocciare ad ogni primavera”. E’ bene ricordare che, quel sentiero è sempre lì che ci attende, aspetta l’attimo in cui una forza rinnovata esploda in noi (come lo sbocciare di un fiore) e un pensiero dominante ci inondi: in quel preciso istante sappiamo di essere “altro”.
“Altro” rispetto ai condizionamenti che ci hanno portato fino a lì, accorgendoci di vivere dentro un sogno, di non essere svegli ma di guardare il mondo con lenti di esperienze passate che non ci appartengono più e forse non ci sono nemmeno mai appartenute perché sono eventi assorbiti da altri, dettati dal loro modo di comprendere l’universo.
Vivendo su regole imposte, abbiamo assorbito anche la sfiducia in noi, chiudendoci di fronte alle tante esperienze che la vita ci avrebbe potuto donare.
Camminando con occhi bendati, il mondo è apparso sempre più arido, privo di vitalità e a poco a poco quel grigiore avrebbe potuto trasformarsi in malattia fisica, perché come diceva Socrate “prima si ammala l’anima e di seguito si ammala il corpo”.

Io sono altro da questo grigio che mi avvolge!
La vita cambia colore solo nel momento in cui, con grande coraggio, iniziamo a spezzare quei condizionamenti e ad insinuare ripetutamente il pensiero “io sono altro da questo grigio che mi avvolge”.
Il grigio è un demone che ci imprigiona dietro sbarre possenti, facendoci vivere in una vita parallela.
Inconsapevoli abitiamo in un passato lontano, dove si è bloccato il nostro esistere, dove abbiamo perso la nostra spontaneità e la nostra fiducia.
Là, dove qualcuno “che ci amava” volontariamente o involontariamente ha calato su di noi un “sortilegio” attraverso un gesto, o una frase o un rifiuto d’amore, che ha bloccato il tempo.
Lo shock ha determinato ciò che chiamiamo “trauma” instaurando di seguito tutti i sintomi che emergono ogni qualvolta ci si avvicina a qualcosa di simile.
Ogni trauma di vita sperimentato sbarra una parte della nostra spontaneità con l’intento di proteggerci per non soffrire, allontanandoci dalle nostre emozioni, dal desiderio di sperimentarci e di costruire nuove ed intense relazioni.
Con questo bagaglio interiore diviene difficile assaporare la vita presente.
Si è proiettati sempre nel passato soffrendo di ferite antiche, colpevolizzando le persone attuali che rappresentano un lontano vissuto ancora vivo.
Arriviamo ad un certo punto della nostra esistenza in cui, sentendoci di non essere più proprietari di noi stessi, siamo come passeggeri di una nave alla deriva.
Navighiamo nelle acque tempestose dei nostri pensieri, come se nulla potesse distoglierci dalla burrasca che imperversa, perché stiamo ciecamente credendo di essere un tutt’uno.
“Noi siamo altro”, non siamo i nostri pensieri!
Siamo noi che diamo il comando al loro formarsi e non il contrario!
Se fossimo stati più accorti ci saremmo resi conto che ci stavano togliendo gioia di vita e ciò che toglie non può essere creato dalla nostra vera essenza ma imposto da altri.

Credere in sé stessi!
Siamo nati “programmati” per creare e costruire, ma ci siamo abituati a credere che siamo stati progettati alla sofferenza e alla distruzione: nulla di più falso!
Non esiste nulla di più spettacolare e perfetto dell’essere umano!
Non crediamo in questo?
Non è forse demoniaco questo condizionamento?
Se solo volessimo, potremmo raggiungere i nostri obiettivi, creando le giuste programmazioni e mantenendo fede a noi stessi.
CREDERE IN SE’ STESSI: ecco è l’ingrediente vincente.
Ora, proprio ora, è il momento di fermarsi e dichiarare: “io sono altro”!
Dovrà diventare il nostro mantra.
Solo con la continua ripetizione potremo tracciare nuove connessioni neuronali, tali da creare un reale convincimento di “essere altro”.

Questo testo è stato ideato dalla Dott.ssa Annalisa Martinelli, è gratuito e se ne consente la diffusione per uso personale. E’ vietata la vendita. Chi volesse pubblicarlo sul proprio blog è autorizzato a farlo purché ne citi la fonte: www.animamanoanimamente.it .