Riflessioni sulla Pasqua

testo ideato dalla Dott.ssa Annalisa Martinelli

Colomba – doudou neonato

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Pulcino e Coniglietto – simboli pasquali

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Pasqua e il suo significato etimologico
La parola Pasqua deriva dal greco “Pascha” che a sua volta deriva dall’aramaico “Pasah” che significa “passare oltre”.
Il termine risale alla Festività Ebraica che celebrava l’uscita degli Ebrei dall’Egitto verso la Terra Promessa.
Mosè riuscì a liberare il suo popolo dalla tirannia del Faraone attraverso il passaggio da Israele al Mar Rosso, perciò dalla schiavitù alla libertà e dopo varie peripezie farlo rinascere a vita nuova.
La Pasqua Ebraica
La Pasqua Ebraica, dunque, simboleggia il viaggio verso casa che metaforicamente potremmo raffigurare come un cammino che l’essere umano compie per arrivare alla dimora del cuore.
Dimora che è il simbolo dell’amore e che rappresenta l’emblema della trasmutazione, laddove tutto può essere realizzato ma, per raggiungere la destinazione, è necessario “passare” molte prove di vita dolorosa.
La stessa cosa avviene durante il cammino che si compie per giungere alla Fede che come si può intuire, è un lungo percorso per nulla lineare.
Fede intesa sia come fiducia verso sé stessi sia come fiducia verso la vita e verso qualcosa di superiore alla nostra essenza materiale.
La Fede è un atto interiore che nasce dal cuore, è un atto che ha sede nell’amore, non si può toccare, non si può vedere, è un’energia potente ma pur sempre di energia si parla.
Uno dei simboli della Resurrezione di Gesù è la trasformazione della paura.
La Resurrezione rappresenta anche il liberarsi dalle catene, è il vivere senza blocchi perché la libertà dell’uomo non sta fuori, ma dentro sé stesso.
Esternamente possiamo essere “uomini vincolati ma sentirci liberi” perché ci si è liberati interiormente.
La libertà interiore si crea solo mediante il simbolo” (C.G. Jung – Libro Rosso, pagina 311).
La Pasqua Cristiana
Per i Cristiani la Pasqua assume un significato diverso rispetto agli Ebrei.
Fra il 4° e il 6° secolo a.c. al tempo di Erode Il Grande, a Betlemme, dentro una mangiatoia, nacque un bambino di nome Gesù.
I Re Magi, venuti a conoscenza della nascita di un nuovo Re, si misero in viaggio per omaggiarlo di doni e aiutati dalla Stella Cometa, raggiunsero il luogo ove Gesù era nato e gli donarono: oro, incenso e mirra.
Sono doni simbolici che accompagneranno Gesù nella morte e nella resurrezione.
I simboli della natività hanno già in sé il destino di quel bambino.
La prima parte della vita di Gesù è quasi sconosciuta, alcune informazioni si possono dedurre solo da alcuni accenni contenuti in qualche racconto evangelico.
I Vangeli inizieranno a parlare di Lui, quando ormai adulto, si farà notare per quello che è, e per la missione che gli è stata affidata: rendere gli uomini (figli di Dio) più sensibili, più inclini all’accoglimento, all’empatia, all’ascolto e all’amore.
Infatti i primi racconti narrano di quando Gesù verrà tentato dal Demonio nel deserto e di quando in Palestina radunerà a sé coloro che diverranno i suoi Apostoli.
Dunque, noi impariamo a conoscerlo attraverso la divulgazione del suo messaggio che parlava di perdono e di redenzione.
Egli desiderava far comprendere che il perdono poteva avvenire solo attraverso l’ascolto del proprio dolore, accogliendolo senza rifiuto e vivendolo pienamente come una parte di sé da amare.
Solo così, quel sentimento si sarebbe trasformato, vivendo una vita piena di chi si è, una vita autentica di sé stesso nell’amore.
Questo era dunque il messaggio che Gesù voleva diffondere.
Il significato della Pasqua Cristina è racchiuso nella passione, nella morte e nella resurrezione del Cristo che avviene dopo tre giorni dalla sua dipartita.
Durante la Settimana Santa che ha inizio con la Domenica delle Palme, i Cristiani ripercorrono i momenti salienti delle ultime ore di Gesù, come l’ultima cena, la lavanda dei piedi, l’arresto sul Monte degli Ulivi e la Via Crucis.
Ciò che la natura richiede al melo è che produca mele, al pero che produca pere. Da me la natura vuole che sia semplicemente un uomo, ma un uomo cosciente di ciò che è di ciò che fa. Dio cerca nell’uomo la coscienza. E’ questa la verità della nascita e della resurrezione di Cristo dentro di noi. Quando sempre più uomini pensanti arriveranno a questa verità, quella sarà la rinascita spirituale del mondo. Cristo, il Logos: cioè a dire, la mente, l’intelligenza che risplende nella tenebra. Cristo rappresentò una nuova verità sull’uomo.” (C.G. Jung – libro rosso)
Rinnovamento: idea religiosa universale
L’auto rinnovamento è un’idea religiosa universale.
….in tutte le religioni le cerimonie di rinascita esprimono questo autorinnovamento e questa idea è sempre correlata a quella che nel suo autorinnovarsi l’uomo compie un atto identico a quello compiuto da Dio…..” (C.G. Jung – libro rosso)
La Pasqua rappresentata nei film
Si può comprendere il significato della Pasqua anche attraverso la visione di alcune pellicole che hanno raccontato la vita di Gesù, soffermandosi sulla passione di Cristo.
Forse il film che ce lo ricorda di più in assoluto e il Gesù di Nazareth, di Franco Zeffirelli, uscito per la prima vota nella primavera del 1977, apprezzato anche dal mondo cattolico.
Uscì in 4 puntate con 220 attori e ripercorse l’esistenza terrena di Gesù basato sui Vangeli canonici.
Poi nel 2004 Mel Gibson fra i Sassi di Matera realizzò “La passione di Cristo”, un film da brivido per il suo realismo e l’intensità scenografica.
Vi consigliere anche di vedere “Maria Maddalena” uscito nel 2018 che si sofferma su Maria di Magdala.

Dopo questa breve riflessione, auguro a tutti voi di trascorrere serenamente le festività pasquali con le persone che amate.

Questo testo è stato ideato dalla Dott.ssa Annalisa Martinelli, è gratuito e se ne consente la diffusione per uso personale. E’ vietata la vendita. Chi volesse pubblicarlo sul proprio blog è autorizzato a farlo purché ne citi la fonte: www.animamanoanimamente.it .